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che mi ha regalato
questo tempLATE
identico a quello
che avevo su splinder ^^




domenica, 17 agosto 2008



mi sono svegliata che piangevo e non riuscivo a smettere, ma al piano di sopra c'erano i miei e anche la nonna e bisognava alzarsi e fare la brava figlia, e quando è così diventa complicato.

ok, individuare un motivo certo. ne ho motivi certi? due o tre, e allora già sono un pochino più tranquilla. resta il punto che il risveglio non è fatto per piangere. uno aprendo gli occhi dovrebbe aver voglia di altri 5 minutini di ozio, di coccole, dovrebbe accendere la radio o mettersi gli occhiali o prendere immediatamente una sigaretta o sbuffare o telefonare o che ne so, ma non dovrebbe aver voglia di sparire. poi qui ogni tanto se ne parla, di cose del genere. della gente che è matta e sembrano tutti dddrogati e camminano come tanti zombie e sono chiacchiere, le malattie sono quelle dove ti fa male un osso o un muscolo o hai un tumore o un'afta o il prurito. il resto sono scuse, balle, capricci. ok papà, capricci, sono felice per te.
ogni tanto, parlando d'altro con un mio amico, salta fuori il discorso delle aspettative. mi domanda spesso: "ma tu cosa vuoi da questa situazione? come ti aspetti che si evolva? a che prezzo lasceresti perdere?"
ora, per dire, in generale, ci sono giorni particolarmente di merda in cui capisco di essere anche qui a casa una perfetta aliena. in quei giorni sarei davvero pronta a mollare. e non vorrei la promessa di essere felice, non credo che sia un DIRITTO e quindi non è quello che mi aspetto dalla mia vita. voglio solo che mi assicurino che passerà tutto questo, come sono più o meno passati momenti peggiori. che passerà in fretta e con pochi strascichi, ma soprattutto in fretta.
ora esco. è difficile non offendere la gente, quando spieghi che qui o lì o sola o insieme o al cinema o al bar è la stessa cosa precisa identica. con la sola differenza che a casa non posso fumare, e se non posso fumare pretendo gratificazioni orali suppletive.

pppp 21:51 link TrackBack (0)




venerdì, 08 agosto 2008



 

Anche se è vero che ho smesso di parlarne non significa che non lo penso più. E questo è il posto per togliere importanza alle cose, no? E allora forse farei bene a scriverlo, che anche ora ci sono giorni che quando apro gli occhi o semplicemente faccio cose vedo gente all’improvviso mi compare scritto in helvetica bold maiuscolo corpo 120 proprio al centro del cervello: ADESSO!
Credevo di essermi levata lo sfizio quella volta lì, e invece. È l’altra certezza che ho, e questa è davvero stabile, e tanto lo so che un giorno o l’altro non oggi non domani ma prima o poi sarà un pochino più forte, o capiterà in un secondo di incoscienza, e io finisco così. Sono al punto che se qualcuno mi dice che non gli è successo mai nemmeno ci credo, tanto è naturale secondo me. Che poi ad attraversare con leggerezza sono buoni tutti, dai, chi non l’ha fatto, però non è questo. Bisognerebbe solo non avere il tempo per ripensarci. Ma se è una certezza così rassicurante, come potrei aver voglia di mandarla via? So perfettamente di averne il coraggio (o la vigliaccheria, punti di vista) e che lo farei senza aiutini chimici o alcoolici, che non sia mai che non mi piglio la responsabilità giusto alla fine. So per cosa alla fine non lo faccio, ma a volte è dura davvero. A volte non mi importa nemmeno di quello, proprio di nessuno.

pppp 18:18 nessun commento link TrackBack (0)




venerdì, 08 agosto 2008



credo siano davvero pochissime le persone capaci di bluffare (giusto?) per bene. tutti gli altri, tutti noi, tutti ci crediamo geniali e pensiamo di riuscire a reggere benissimo il gioco, a condurlo, a rigirarci gli altri a nostro piacimento.
ma non è così che va. io sono la prima, ma l'elenco è lunghissimo. è proprio quando ti senti sicuro di averla fatta franca che ti beccano. bisognerebbe curare ogni dettaglio fino all'esasperazione, e sono straconvinta che le donne siano molto più capaci di perversioni del genere.
tutto sta nel buon cuore delle nostre vittime. finché sopportano e non ci rispondono a tono e non ci sbattono in faccia blablabla, è tutto ok. ma tanto non freghiamo nessuno.

pppp 17:20 nessun commento link TrackBack (0)




giovedì, 07 agosto 2008



quant'è confuso tutto quanto. ieri mi hanno detto che vado troppo veloce, quando invece sono sempre convinta di essere troppo lenta. non sono mai stata brava a bilanciare, e ci sono un bel po' di equilibri che stanno vacillando. io, ad esempio, non mi vedo cambiata. ma è anche vero che sono con me ogni santo giorno. la botta più antipatica è stata rendermi conto, con incredibile certezza stavolta, che non sono eterna nemmeno io. ecco, basta questo e sono destabilizzata. credevo che tutto potesse girare come voleva, che tanto c'ero io a rimanere fissa. boh, bah, chilosa. mamma dice che sono appariscente e per lei è un complimentone, ma io mi scruto terrorizzata nello specchio coi miei soliti jeans e maglietta, neragrigiaoblu, solo il mascara e i capelli sciolti. sono appariscente la mattina, col vestitino da diva che le ragazze mi hanno fatto comprare e che io metto solo per fare la spesa perché mi vergogno, ma la sera sono normale mi pare. non voglio diventare appariscente. ieri sera ho incontrato A, che adesso è la copia perfetta di moira orfei in ogni dettaglio. forse anche lei non si è accorta di essersi trasformata via via nella caricatura di sè stessa. dicono che c'è una spagnola che mi somiglia, nell'aspetto ma soprattutto nel modo di porsi. vorrei incontrarla e rendermi conto. la confusione non mi piace molto. tipo, che ne so che voglio? non dovrei pensare tante cose diverse. tipo stasera, che ne so che voglio fare? che poi basta una virgola per trasformare una serata. il nuovo punto fisso è che vorrei, sempre e in ogni momento, il mio letto mezzoveromezzofinto e un piumone per dormirci dentro. e forse anche uno stabilizzatoredell'umore.

pppp 18:21 2 commenti ^^ link TrackBack (0)




sabato, 02 agosto 2008



è successa una cosa che mi ha lasciata davvero sconvolta, e già la giornata era quella che era.

qui al paesello di mare il cardine è uno dei tre bar della piazza. è sempre aperto, giorno e notte, i proprietari sono cordiali e conoscono tutti noi e ci si può sedere ai tavolini anche alle 3 del mattino senza ordinare niente, così, solo per non stare seduti a chiacchierare su una panchina o sui gradini di una casa.
i camerieri cambiano sempre, quest'anno oltre a un ragazzo del posto ci sono un albanese e un tunisino, l'anno scorso un vecchio collerico e il cuginetto di una mia amica, però a parte quest'anno la vera certezza era il vecchietto al bancone. triste e gentile, come si legge sul sito che ha riportato la notizia. lui beveva senza sosta e lo sapevamo tutti, come sapevamo che era sposato e che la moglie non si vedeva mai in giro. ora è successo che lui e sua moglie, 20 anni più vecchia, siccome avevano tantissimi problemi di soldi e depressioni e alcool e blablabla, hanno deciso di morire. insieme, eh? l'hanno preparato per una settimana, hanno scritto lettere di commiato a tutti. lui l'ha soffocata col cuscino, poi però nel tentativo di tagliarsi le vene ha combinato un pasticcio e allora ha chiamato i carabinieri e ha detto tutto. cioè... assurdo, è stato triste e gentile anche mentre lo interrogavano.

è vero che nella mia vita non cambia niente dopo questa notizia, ma è così forte che sento tantissimo il bisogno di respingerla. non è un semplice pettegolezzo tipo quellaèincinta quellohalecorna.
stasera i proprietari del bar erano particolarmente gentili e affettuosi. io ho raggiunto gli altri a mezzanotte, con due ore di ritardo, sono entrata dentro per prendermi il solito caffè che non ho nemmeno dovuto chiedere e mi hanno fatto un sacco di feste. poi mi sono seduta e abbiamo scherzato, poi le ragazze mi hanno portata al lungomare e me l'hanno detto e ci sono rimasta proprio .____. così.
mi pare assurdo che il bar sia aperto anche oggi, con più calore che mai. lo spettacolo non deve continuare per forza, a volte sarebbe più giusto e rispettoso fermarlo 5 minuti.

pppp 03:44 1 commento link TrackBack (0)




lunedì, 28 luglio 2008



 

C’è questa specie di podio virtuale.
Sulla sua esistenza già ci sarebbe da ridire, perché il presunto premio è quello che è, fatto sta che non ricordo di aver presentato domanda di partecipazione. Sapevo le regole, però: una sola può stare in vetta, non esistono situazioni di parimerito.
E dunque a me non interessava gareggiare, ma lo stesso negli anni a scadenza periodica mi sono arrivati certificati di vincita e promesse di ricchi premi. Anzi, ogni volta la pergamena era meglio decorata. E il premio simbolico era un pomo d’oro. A fasi alterne, il pomo d’oro prima o poi è arrivato a tutte noi ancelle inconsapevoli di questo fantomatico harem. Il che è ben strano, perché sulla carta ne dovrebbe esistere tipo uno solo. Guardandolo un po’ meglio però si arriva alla spiegazione: non è che silver, ossidabile, finibile, momentaneo, duplicabile. Luccica solo per il tempo della consegna.

 

C’è quest’altra questione del nascondere.
Il luogo migliore per nascondere qualcosa è sotto gli occhi di tutti. Lo sanno anche i bambini. Il diario segreto va tenuto in mezzo ai libri di scuola, gli orecchini di brillanti veri insieme alla bigiotteria sfacciata, un furto va dissimulato con naturalezza e un taglio va fatto in un posto molto visibile, se no è ovvio generare sospetti.
Cosa si nasconde? Anzi, no, quale azione è da nascondere? Il filantropo che nega di aver versato cospicue donazioni in beneficienza è una figura da libro o da film, è molto più probabile che un impostore nasconda una malefatta. Ma per quale motivo? Per paura di una punizione, di una ritorsione? E perché c’è chi nega di aver fatto qualcosa per cui “aveva il permesso” e che non gli avrebbe provocato grane? Continuo a pensare che la malizia sia la base di ogni male. Se ritieni che ciò che stai per fare sia sbagliato, semplicemente non lo fai. Non è vero che non ci pensi o che tutte queste implicazioni sono troppo complicate per la tua ingenua mente, perché allora dovresti essere proprio cretino. E io coi cretini non voglio averci niente a che fare.
E dunque?
No perché io davvero continuo a pensarci. Per l’esattezza, continuo a non poterci pensare perché è stata un’azione tanto clamorosa e gratuita da non riuscire ancora adesso, dopo giorni, a digerirla.
Sto provando a concentrarmi per capire se alla fine della fiera posso avere anche io un minimo di guadagno o se devo dare e basta e per giunta lasciarti rubare.
Del tipo: ma lei non ha letto il tuo post del rientro? E a chi credeva fosse riferito? (no, non puoi più permetterti di brontolare sulla privacy)
Era quindi un post molto generico, in modo da poter essere cucito addosso a più persone?
Certo era tutto congegnato molto bene, tenuta da viaggio, barba, stazione e zaino che non mi ricordo più se te lo volevi solo portare o se te lo sei portato veramente. Pure la schiuma per i capelli mi hai chiesto.
Dunque adesso abbiamo un nuovo patto zoppo e nuove promesse, e stiamo a vedere. Io mi sento tanto svuotata. Era tutto per te e non volevo niente in cambio, ti sei preso quello che hai voluto e anche quello di cui non sapevi che farne e ora non è che mi sia rimasto molto. Del tipo, la voglia ora come ora non c’è più. E nemmeno l’entusiasmo per le tue cose, il desiderio di farti sentire contento o voluto bene. Al loro posto c’è la vergogna per me stessa, per quanto ti ho sempre creduto e per quanto ti ho anche sempre dato. Ed è triste, la mia favoletta me la costruivo da me e tu dovevi solo non sporcarla coi tuoi intrighi.
Dicevi che lei voleva un uomo che non sei tu. Non conosco tanto bene i fatti vostri e nemmeno mi importano, ma mi domando se piuttosto anche lei non si sia affezionata a una persona che non esiste, che hai costruito via via e che non sei stato capace di continuare a tenere in vita. A me è successo così. Se si creano grandi aspettative è semplicissimo deludere, anche senza l’impegno che sembri metterci ogni volta per combinarne una peggiore di quella della volta prima.
Mi diceva una mia amica che nell’arco di questa “cosa” ho sperimentato tutte le esperienze negative possibili in un normale rapporto a due tranne le botte. Facciamo che allora la considero una specie di palestra, ormai. Sarebbe anche tempo di sorprese belle, ma vabbè.

pppp 18:48 link TrackBack (0)




sabato, 26 luglio 2008



sono isterica e mi dispiace se qualcuno si sente ferito (tu no stronzo, tu sentitici, non ce l'avevo con te). colpa mia che non ho disabilitato i commenti, ma cazzo arrivateci che a volte uno si vuole sfogare senza stare con l'incubo di dover controllare ogni due minuti. grazie a tutti, sono io che non so apprezzare le finezze.  tanto mi sono rotta il cazzo anche del blog. ognuno si guardi i fatti suoi, non mi pare che in giro ci siano rose e fiori.

pppp 17:59 link TrackBack (0)




sabato, 26 luglio 2008



torno ora dal dermatologo bestia che mi ha fatto il laser in faccia senza anestesia. porca miseria che male, ma almeno adesso non dovrei più sanguinare.

già.
mi sento un po' cauterizzata. quando scopri che qualunque cosa affonda le fondamenta nella menzogna, e che tu (idiota! cretina! stupida!) ti sei bevuta dalla prima all'ultima parola nonostante sapessi con chi avevi a che fare, e quando poi quasi quasi la cattiva sei tu perché...

...ma vaffanculo lasciamo stare. mi viene da piangere, perché è una rabbia pazzesca. schifo. che razza di persona fa così? adesso è proprio tutto chiaro. e ovviamente sparisce. sono confinata a casa per qualche giorno a causa del sole che non posso assolutamente prendere, ma non vedo l'ora che i miei vadano a mare perché ho un fortissimo bisogno di lavarmi e piangere. non avrei mai immaginato che la fiducia si potesse tradire in così tanti modi. complimenti, te ne puoi proprio gloriare. che figo, che genio sei. io, d'altra parte, sono sempre la stessa stupida.

pppp 16:16 link TrackBack (0)




venerdì, 25 luglio 2008



perso
non più contatto più niente
se tutto cambia in un istante
in guardia e costantemente
fuori controllo
perso
non più certezze più niente
il vuoto accorcia le distanze
in fuga e costantemente
pronto allo scontro



uotever iu du don-tel eniuan

A-AH


ma ancora non si è capito che una delle pochissime certezze del mondo è che presto o tardi tutto torna a galla? e me ne frego della strada lastricata da buone intenzioni, non vedo in che modo potrei crederci ancora. poi però mi raccomando, la stronza sono sempre io che non mi fido abbastanza.


stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.
andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.
il mondo è un corpo coperto di lividi,
i miei pensieri sempre più vividi.
corpi sulla strada che si lasciano affittare,
tavole anatomiche da saccheggiare.
corpo perfetto, corpo immortale.
il corpo è la frontiera che si può violare.

pppp 20:28 nessun commento link TrackBack (0)




mercoledì, 16 luglio 2008

what the hell am I doing here?
I don't belong here.


ok, il viaggio di stavolta è alla seconda posizione nella classifica dei viaggi più disastrosi della mia vita, quindi forse è normale che stia un po' così.
magari lo racconto un'altra volta, soprattutto il pezzo del cuccettista porco più viscido ancora di quello dell'anno scorso e della ragazza di 23 anni enormemente più sveglia di me che l'ha messo a posto mentre io nemmeno sapevo che dirgli.

ora le ragazze mi hanno telefonato e già mi hanno organizzato la serata. non so. sono effettivamente immobile, non so se ho tanta voglia di immergermi nella placida vita di paese e nel pettegolezzo imburrato infornato e mangiato. lo so che siete stufi di leggerlo, ma fuori dal mio letto e per estensione (s? z?) dalla mia stanza di roma io mi sento un po' senza senso. cosa sono, qui? C, poverina, forse domani la ricoverano, così stasera conta su di me e i miei racconti incredibili dei pazzi che incontro. vediamo... ce l'ho qualche storiella? beh, quella del treno già è un ottimo inizio, ce la posso fare.
mi sto sentendo molto molto persa, molto staccata da ogni cosa. inizia l'estate, per me è fine anno. facciamo un bilancio? tante cose belle e tante cose brutte, ma mi sembrano tutte di una vita e mezza fa.
mamma è ingrassata anche se dice di essere dimagrita, quindi le ho levato i biscotti. papà pare contento di avermi qui, di certo ora un po' può rifiatare. mi concede l'uso della sua connessione tim (dalle 17 alle 9 di mattina, 9 giga al mese, ma è ovvio che di notte la vorrà usare lui. tutto quello che posso fare è disattivare le immagini ed evitare di scaricare troppo di frequente grossi files). entrambi sembrano disgustati dalla mia nuova passione per il caffè alla cannella, io però con due doppie tazze al giorno vivo meglio.

boh, vabbè, magari mi passa. magari è solo colpa dell'isola e dello stretto. non fa male, ed è questo a renderlo doloroso, però non fa male che ieri era tutto vicinissimo e oggi tutto lontanissimo. solo solo un po' persa.

 

dimenticavo:
non che questo influenzi minimamente il mio umore, ma oggi sono 10 anni precisi da quando è morta mia nonna. la cosa assurda è che quel giorno mi sembra ieri.

pppp 19:15 2 commenti ^^ link TrackBack (0)




martedì, 15 luglio 2008

gli anni intanto passano, Betty è sempre tossica
dice: "smetto se me ne dai un po'"
come fai a dirle di no?


visto quanto sono banale?

stanotte le ragazze, da giù, mi hanno scritto che mi aspettano e che mi ci portano loro in giro a cercarmi un costume, come l'anno scorso. dicono che il tempo è bello e l'acqua è calda e che anche se sono merda perché da roma non mi faccio mai viva e mi sono anche cancellata da badoo (che era il modo in cui volevano tenersi in contatto, ma lo trovo davvero un sito insopportabile) hanno voglia di avermi lì.
stanotte, nel frattempo, praticamente mentre dormivo, sono quasi certa di aver dato i numeri. ma proprio numeri veri, numeri del lotto. me li sono sognati e li ho scritti in un sms ma ora nemmeno li ricordo. chissà se escono. uno iniziava col 6 e uno col 7, credo.

e poi sempre stanotte ho ricevuto delle foto che nemmeno credevo che esistessero e che mi hanno fatto tantissima tenerezza. ho scritto una mail mentre già ero con la testa a letto, però ora l'ho riguardata e nè la rinnego nè me ne vergogno. sono passi avanti.

bisogna proprio che qualcuno mi insegni a nuotare, è frustrante avere un mare così bello e saper fare solo il morto a galla.
pensavo pure che, per contro, io non sarei in grado di insegnare niente. quando non hai conoscenze da dare, l'unica cosa che puoi dare è quello che sei. davvero. e non so se sono abbastanza capace anche solo per quello, o se sono abbastanza, ma proprio in generale verso tutti.

in tutto questo ieri alla fine non ho concluso niente.
oggi ho tirato fuori la valigia e ho cominciata a riempirla, ma se avessi un minimo di criterio e organizzazione probabilmente farei tutto bene e meglio.
ho buttato l'immondizia e sono andata al supermercato, così almeno lascio il frigo un po' fornito a mia sorella.
ho questa straziante love-story col mio letto e separarci, stamattina, è stata dura.
ieri ho parlato tanto tempo con S, la sua nipotina nascerà a giorni ma tanto il 31 scende in sicilia pure lui. commentavamo che se F (che giovedì arriva giù) si è incazzata tra l'altro perché non l'ho resa partecipe dei fatti miei (e intanto io continuo a ribadire il diritto di dire o non dire le cose), diventerà davvero una bestia quando saprà che invece S ha sempre saputo tutto (forse persino qualcosa in più di quanto non avrebbe voluto). F è forse più gelosa di S che di susy e paola, perché loro due sono blogamichette e dunque (probabili fonti di traviazione ma soprattutto) un po' roba da sfigati. S invece è maschio e l'ho conosciuto qualche anno dopo aver conosciuto lei, però è l'unica persona appartenente esclusivamente al mondo reale a cui parlo tranquillamente di quello che penso e che mi succede. le ragazze si lamentano sempre che sono troppo riservata, che nessuno in comitiva sa davvero niente dei fatti miei, che sono come M che non si racconta mai. beh, è vero. si deve anche dire che a me non interessano i pettegolezzi su di loro, quindi dal mio punto di vista non sono in difetto.

 

...un minuto ancora uno
e poi m'addormentero'
un minuto
un minuto per sempre...

 

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lunedì, 14 luglio 2008



appena ho postato ha squillato il cellulare: susy.
"puntuale come una coscienza sporca!" - ho pensato, e invece il post non l'aveva nemmeno ancora letto ed era solo una telefonata per chiacchierare. io giuro che nel frattempo mi sono messa scarpe e lentine, però quando abbiamo chiuso erano quasi le sei e allora, purtroppo, e sono davvero profondamente dispiaciuta, ma proprio tanto, e soprattutto sinceramente, insomma... purtroppo niente auchan. oh come sono addolorata.
allora ho pensato che visto che non aveva più senso sbrigarmi per uscire, tanto valeva mangiare. e infatti ho mangiato cose serie e sensate e sono tanto contenta.
però è anche vero che stamattina, felicissima per aver finalmente smaltito del tutto gli 8Kg8 messi su in 20 giorni a pasqua, allietata da un bel risveglio e dalla notizia che sono di nuovo 69e8... quando ho fatto la spesa mi sono comprata un pacco da 250gr di arachidi coperti di cioccolato e me li sono mangiati quasi tutti e ora ho mal di pancia

è che oggi sono appiccicosa insàid peggio di una zecca avviluppata nel miele e ho le carenze affettive.
e ora ho le carenze affettive E il mal di pancia.
e devo fare la valigia e pulire questo bordello.
e domani mi tocca comunque l'auchan.

...

...

...

...

ecco!

pppp 19:02 1 commento link TrackBack (0)




lunedì, 14 luglio 2008



sono la più grande procrastinatrice che abbia mai conosciuto, se dipendesse solo da me a furia di "ok, ora, tra un attimo" e "ancora 5 minutini, 5 minutini piiccoliii" le cose sgradevoli non le farei proprio mai.

ma stamattina ho fatto il biglietto, parto domani sera.
tra l'altro stanotte ho sognato che tornavo a roma e blablabla e la mia stanza era tutta pulita, ordinata e profumata (com'è possibile vederla massimo 2 volte l'anno, e solo dopo ore e ore di estenuante lavoro), e poiché è stata una visione davvero piacevole per una volta in teoria mi piacerebbe lasciarla davvero bella pulita ordinata e profumata (e non il solito ricovero di zingari puzzolente che sono solita trovarmi di fronte tutte le volte che torno, che non ho nemmeno lo spazio per poggiare la borsa per terra o sul letto perché ogni centimetro quadrato di qualunque piano d'appoggio è pieno di cartacce, sacchetti, panni da lavare - igienicamente lasciati sporchi - o lavati ma da sistemare nei cassetti - quindi già di nuovo impolverati e da rilavare - e blablabla).

ma, inutile dirlo, piuttosto che rassettare sono disposta a tutto. e infatti mi sono passata il silk-epil, giusto per ricordarmi che la vita è sofferenza. poi la mia grazia innata mi ha portata a rovesciarmi per errore la bottiglietta di acetone sulle gambe appena depilate. DON'T TRY THIS AT HOME!!

adesso posso scegliere tra 2 opzioni ugualmente odiose, e il fatto che invece sia di nuovo qui sul blog dovrebbe farvi capire come andrà a finire a meno di illuminazioni divine o interventi esterni particolarmente convincenti.
posso
o fare la valigia (nnnnnooooOOOooOoOoOOooOooOo!)
o andare all'auchan (!!!) a comprare delle cose che devo portare a mia madre (perchéééÈèèÈèèÈÈè?)

qualcuno mi salvi. o mi convinca. se no non faccio niente e la colpa è vostra. ecco.

pppp 16:53 nessun commento link TrackBack (0)




lunedì, 14 luglio 2008



ho qui pronta la pila di vestiti da infilare in valigia, e per la prima volta sono tutte cose colorate.
credo che specialmente in estate nessuno mi abbia mai vista vestita con abiti che non siano neri, e invece quest'anno ho una magliettina azzurra col cappuccio, una a righe bianche e rosa e il colletto come se fosse una polo, una rossa che è la cosa più rossa che riesca a immaginare, una grigia chiara che ha collettino e manichette come se avesse una camicia sottile infilata sotto, una arancione, una felpa verde, un'altra color fango ma tutta carina, dei jeans indiscutibilmente femminili comprati in un negozio di cose per ragazze, un vestito marrone scollatissimo (!!!) ma totalmente trasparente e dunque immettibile e una gonnellina corta a pieghe che mi vergogno a indossare di sera, ma per uscire di mattina o pomeriggio quando fa caldo va bene.
lo shopping continua a non piacermi, però il bello è che con una taglia non tanto grande si può comprare qualunque cosa pagandola tra i 5 e i 10 euro. esistono diversi campi in cui sarei capace di spendere cifre folli, ma continuo ad essere fermamente convinta che quelli per i vestiti siano soldi buttati. più odioso che comprare vestiti c'è solo comprare scarpe.
le mie scarpe, invece, negli anni mantengono una costante: sono tutte brutte. sono fisicamente incapace di avere anche solo voglia di provarmi delle scarpe belle, o serie, o sensate. un po' come le mie mutande che sono tutte immancabilmente demenziali. è come se, indossando o anche solo possedendo scarpe e mutande come si deve, mi prendessi troppo sul serio. e vabbè.

e comunque ho un sacco di vestiti colorati quest'anno e davvero non so se avrò il coraggio di metterli una volta a casa in sicilia, però mi viene un po' da sorridere ora che li guardo lì impilati perché sono l'ennesima dimostrazione che sono davvero una donnetta, che se sono contenta dentro devo essere contenta anche fuori. tipo come se fosse l'estensione della teoria tante volte discussa con la blogamichetta che se una è di buonumore, si addormenta bene e si sveglia altrettanto bene, allora guardandosi allo specchio quando va a lavarsi i denti può essere assolutamente sicura di trovare un viso luminoso e rilassato.
e nonostante un po' di scazzi ogni tanto è di certo un buon periodo, io ci metterei la firma per stare sempre così

pppp 11:26 1 commento link TrackBack (0)




domenica, 13 luglio 2008

penso cose meschine. e dunque?

F ha scoperto che sono una lurida maiala senza moralità nè religione nè imene ed è andata fuori di testa. dopo avermene dette di ogni ha vomitato per mezz'ora, ma sul serio, ed è stato un bene perché se no sarebbe venuta a casa a rovinarmi la serata.

ok F, sai cosa?

1) sei un'amica di merda e per essere pignoli per quanto mi riguarda non sei mia amica già da qualche anno. il fatto che ci conosciamo da quando avevamo 6 anni non vuol dire niente. fatti un piccolo esame di coscienza, tu che sei così santa;

2) sei una poveraccia, e te lo manda a dire anche S (con le precise parole: "fottitene rosanna, è una poveraccia e adesso vedrai che smanie le verranno") e mia sorella e blablabla;

3) al punto in cui sei arrivata tu l'altro ieri io non ci sono arrivata mai e non ho nemmeno bisogno di arrivarci, ché non è che mi devo baciare i gomiti se un quarantenne fidanzato e con altre tre relazioni in corso mi propone una storia "aperta" di sesso, perché per fortuna posso scegliere tra più di un'opzione;

4) se un bacio a stampo (che davvero è la cosa più pulita che riesca a immaginare) ti ha fatto schifo, allora forse puoi anche cominciare a domandarti perché l'hai fatto;

5) hai più voglia di cazzo tu della somma di quanta potremo mai averne tutte insieme io e le mie amiche di cui sei tanto gelosa, e non credo proprio che tutti quei pensieri impuri vadano bene per il tuo stronzissimo gruppo di chiesa;

5) sappi che tutti i vestiti che mi sono comprata oggi sono o M o 44, dunque ora abbiamo la stessa taglia, e appena rompi di nuovo le scatole per questo motivo ti mando davvero affanculo per direttissima. e la tua collana di maccheroni color bronzo di Zara è la cosa più tamarra che abbia mai visto;

6) se la tua collega e il tuo capo ti hanno chiesto di fare il test del quoziente intellettivo spiegandoti che sospettano che tu sia ritardata forse qualche buona ragione ce l'hanno;

7) finché ti comporti così non credo prorpio che tu ti possa aspettare delle confidenze dalla gente, chiediti perché le tue amicizie durano sempre 3 mesi al massimo;

8) impiccati.

e il motivo per cui ti ho sbattuto in faccia solo una percentuale delle cose elencate qui sopra è che minacci continuamente di impiccarti sul serio.

ah!

9) l'altra ragione per cui non ti racconto più niente è che se dico una cosa a te vuol dire che (in un momento di delirio) voglio dirla a te, non a te E a tua madre E a tuo padre E alle tue sorelle E a tuo fratello. e comunque la tua famiglia farebbe bene a farsi i fatti suoi, ché 4 figli su 5 in analisi non è una bella media dunque non mi pare proprio il caso di sentenziare sulle famiglie altrui;

e

10) sei una rosicona e questo ti giuro che volevo dirtelo da almeno 4 anni.

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